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La norma del superdotato.

Parte 5

Come fare poi a valutare tutto questo? Serve uno strumento che, oggettivamente, misuri l’avanzamento differenziato delle diverse soggettività – così, di prima battuta sembrerebbe una contraddizione in termini! La normativa da alcuni anni spinge per la realizzazione di prove comuni che consentano a ciascun studente di misurare oggettivamente il proprio livello in relazione alle mediane ottenute dall’istituto. Oggettivamente, rispondendo a dieci o venti domande a scelta multipla, lo studente potrà apprezzare i risultati conseguiti e valutare globalmente la propria crescita.

Esistono poi le griglie di valutazione, che individualizzano un criterio astratto come 10 o 7 o 4, affiancandogli aggettivi come accurato, preciso, corretto, abbastanza corretto, poco corretto, scorretto. In questo modo il voto non sarà più solamente un freddo numero, ma verrà riempito di significato. Davvero? Molte griglie di valutazione su molti parametri permetteranno poi una triangolazione accurata del singolo studente.

L’altro strumento a disposizione dei docenti è riassunto dal concetto di competenza. La scuola non deve ragionare solo sugli apprendimenti ma anche sulla capacità di usare le proprie conoscenze in compiti pratici, mettendole proficuamente in atto anche all’interno della vita sociale. Non solo: alla fine dei tre cicli di istruzione, il Cdc è tenuto a stilare una certificazione delle competenze, che in modo ancor più brutale, attraverso un range di quattro valori (A, B, C, D: non numerici, che altrimenti i ragazzi pensano sia un voto!) definisce il soggetto la cui individualità si vorrebbe preservare a aiutare nello sviluppo. «Riconosce ed apprezza le diverse identità, le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco»: Brando, padre contadino e madre parrucchiera, separati, ottiene D a questa voce al termine della secondaria di secondo grado (SSG), come d’altra parte in quasi tutte le altre, e infatti (ma qual è la causa?) esce col sei, anche se in fondo è un ragazzo buono e gentile.