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La norma del superdotato.

Parte 6

Un discorso serio sulla scuola non ha luogo nell’arena delle contrapposizioni, soggetto da una parte e comunità dall’altra. Questo è il portato ideologico neoliberale, che sta in piedi solo a patto di accettare una premessa non esplicitata: che la società, in quanto tale, debba essere la ribalta dove l’individuo solo è messo in condizione di spendere le proprie carte. Già a scuola, in questi termini, se uno studente è più bravo, è giusto che lasci indietro gli altri. Afferma una nota pedagogista, specializzata in superdotati:

La Costituzione – e non solo – afferma che vi debbano essere “pari opportunità” fra gli individui. Ma al momento, a questa precisa fascia scolastica, tale principio non viene garantito, soprattutto per quanto riguarda il diritto allo studio. In qualche maniera, il concetto di ‘pari opportunità’ deve essere personalizzato: se, banalmente, mi annoio in classe perché quelle cose le so già fare e tu, docente, non mi dai qualche altro strumento per far sì che non perda altro tempo, ma possa arricchire le mie competenze e capacità, questa è una negazione di tale diritto.

La Costituzione in verità non parla mai di pari opportunità se non, in un passo, in termini completamente diversi, fra uomo e donna; probabilmente la studiosa aveva in mente l’articolo 3, uno dei più pertinenti, assieme al 33, in materia di istruzione:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge […]. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana […].

In sostanza, le pari opportunità (o più verosimilmente l’uguaglianza) sono davvero tali se partono dalla personalizzazione, dalla differenza. Se pensare solo alla classe in quanto comunità porta alla cattiva uguaglianza, quella dell’omologazione e dell’indottrinamento, concepire l’individuo come isolato nei propri bisogni e desideri porta all’estremo opposto, all’individualismo puro e alla lotta di tutti contro tutti. Un discorso serio sulla scuola, esattamente come un discorso serio sull’uguaglianza, deve partire proprio dall’ottica relazionale, dal legame che unisce i soggetti dando vita così alla comunità.

CONCEPIRE L'INDIVIDUO COME ISOLATO NEI PROPRI BISOGNI E DESIDERI PORTA ALL'INDIVIDUALISMO PURO E ALLA LOTTA DI TUTTI CONTRO TUTTI